CAPITOLO 13 DI 15
13. Le regole prima delle emozioni
13. Le regole prima delle emozioni
CAPITOLO 13
Le regole prima delle emozioni
Un buon metodo serve soprattutto nei giorni in cui avremmo meno voglia di seguirlo. È facile proclamarsi
investitori di lungo termine quando i mercati salgono. La prova arriva quando una posizione scende, una
strategia resta indietro o una notizia mette in dubbio le nostre convinzioni.
Per questo le regole dovrebbero essere scritte in anticipo. Quanto investire? Con quale frequenza? Quali
scostamenti dall’asset allocation giustificano un ribilanciamento? Quando una posizione non svolge più la
funzione prevista? Non esiste una soglia universale: ciò che conta è scegliere criteri comprensibili e
coerenti.
Ribilanciare significa riportare periodicamente il portafoglio verso i pesi desiderati. Può ridurre derive
indesiderate del rischio, ma comporta possibili costi, imposte e rinuncia a parte dei guadagni degli
strumenti che hanno corso di più. Anche qui non stiamo cercando una formula magica: stiamo gestendo
un compromesso.
Il metodo deve distinguere ciò che cambia nei mercati da ciò che cambia nella nostra vita. Un nuovo figlio,
la perdita di un reddito, un mutuo o l’avvicinarsi di una spesa importante possono richiedere una
revisione più profonda di un normale ribasso settimanale.
Un processo disciplinato non vieta di cambiare idea. Chiede soltanto di farlo per ragioni esplicite e
verificabili, non per il bisogno di fare qualcosa. A volte la decisione migliore è agire; altre volte è non
intervenire.
Approfondimento: un esempio di ribilanciamento
Esempio illustrativo
Un portafoglio di 10.000 € è impostato al 70% azioni e 30% obbligazioni. Dopo un anno le azioni salgono
del 20% e le obbligazioni restano ferme: il portafoglio vale 11.400 € e le azioni pesano il 73,7%. Per
tornare a 70/30 si vendono azioni per 420 € e si acquistano obbligazioni per lo stesso importo.
Azioni
Obbligazioni
Totale
Punto di partenza (70/30)
7.000 €
3.000 €
10.000 €
Dopo un anno (azioni +20%)
8.400 € (73,7%)
3.000 € (26,3%)
11.400 €
Dopo il ribilanciamento
7.980 € (70%)
3.420 € (30%)
11.400 €
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Si può ribilanciare in due modi principali: a intervalli di tempo (per esempio una volta l’anno) oppure
quando un peso si scosta oltre una soglia prestabilita (per esempio cinque punti percentuali).
Un’alternativa che riduce costi e imposte è indirizzare i nuovi versamenti verso la componente
sottopesata. L’esempio non considera commissioni né imposte: in Italia, per esempio, la vendita di azioni
in guadagno realizza una plusvalenza tassata.
Cosa possiamo fare, concretamente?
Prepara una pagina di regole personali: obiettivi, ripartizione, frequenza dei versamenti, criteri di
revisione, limiti di rischio e motivi che giustificano una modifica. Rendila semplice abbastanza da poterla
davvero usare. Nell’Appendice A trovi una scheda da compilare.
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